L'antico castello, detto "delle cinque torri", fu costruito a partire dal 1429 dai Falletti di Alba sulle fondamenta di una precedente fortificazione del XII secolo. Alla "casaforte" si accedeva mediante un ponte levaotio. In età barocca veine costruita una scala esterna coperta, con affreschi di carattere architettonico e medaglioni con immagini di cavalieri. Tra i suoi ambienti, una sala d'arme, lo scalone d'onore, i saloni della Caminata e dell'affresco, il cammino di ronda. In luogo dell'attuale terrazza affacciata sulla valle del Berria, sorgeva una robusta torre.
Il castello ospitò il pontefica Pio VII durante il suo viaggio verso la Francia, per l'incoronazione di Napoleone Bonaparte. E'il maniero in cui si ambienta la romantica e tragica leggenda di nella di Cortemilia, qui confinata dal crudele feudatatrio Lionello. E' stato recentemente acquistato dal torinese Prof. Massara Giovanni che ha provveduto a curarne il restauro.
Numerosa la presenza di famiglie della nobiltà cuneese: i Carretto di Gorzegno, i Della Chiesa, i Falletti, i Busca, i Rabino, i Prandi, i Canonica; anche Francesco Sforza che, nel 1431, invade il territorio del Monferrato, compreso il castello di Borgomale. Con il trattato di Cherasco (1631) il feudo di Borgomale, unitamente ad altre 83 terre albesi, diviene possedimento sabauto.
Nel 2005 vengono esposte a Mondovì le "Diciotto finestre di Borgomale", opera di Pinot Gallizio, il pittore che sogna di realizzare ad Alba una cittaà per gli zingari e che nel 1965 promuove il Primo Congresso Mondiale degli Artisti Liberi.
Nell'ambito dell' manifestazioneestiva "Castelli Aperti" è stato luogo di numerose visite di turisti stranieri e non.
E' possibile comunque visitarlo chiedendo informazioni presso gli Uffici comunali.
I lavori di ristrutturazione dell'enoteca comunale sono terminati nel 2005 e hanno riportato alla luce le antiche cantine (crutin e infernot) risalenti, presumibilmente, all'epoca di costruzione del castello di Borgomale.
I due crutin visitabili, scavati nel tufo e con volta a cupola, scendono sotto etrra per due piani; il primo crutin, più esteso, veniva impiegato come deposito di conservazione dei vini e degli alimenti; il secondo più in basso, fungeva in origine da ghiacciaia: veniva riempito di neve su cui si deponevano le scorte di carne.
Questi crutin, mantenevano, in assenza di neve, una temperatura costante sui 10-11° C e un'umidita' dell' 80-90%.
Voluta per diventare una vetrina per l apromozione e la vendita dei prodotti tipici locali, tutti i venerdì dalle ore 20.30 alle 24.00 ed i restanti giorni su prenotazione, propone le tipiche merende della tradizione contadina di Langa con degustazione di vini locali, salumi, formaggi a latte crudo di pecora, miele, marmellate, dolci a base di nocciole e farro.
L'enoteca, con i suoi caratteristici locali e ampio salone al piano superiore, è il luogo ideale per serate a tema o per eventi enogastronomici.
Per maggiori informazioni: vedi "Ricettività e Ristorazione"